Quando pensi di sapere tutto di te, allora è tempo di farsi delle domande

Quando pensi di sapere tutto di te, allora è tempo di farsi delle domande
Ottobre 9, 2020 cast4

Tutto è stato scoperto, eppure non smettiamo mai di esplorare. La nuova terra promessa di Cast Edutainment

Sappiamo tutto di tutto, ovvero possiamo digitare una parola e Google ci offrirà una marea di significati e connessioni, grazie alle quali, per approssimazione, in pochi clic arriveremo all’informazione che ci interessa.

O almeno a ciò che crediamo essere ciò che ci interessa.

Le informazioni ci sovrastano (non a caso si parla di infodemia), ci avvolgono in una nuvola nella quale esprime un vantaggio chi sa orientarsi e prendere decisioni. Seguiamo sentieri che appaiono interessanti, per poi abbandonarli non appena deludono le nostre aspettative. Vogliamo rompere questa schiavitù.

Siamo donne e uomini che non smettono mai di cercare, abbiamo l’abitudine di non dare nulla per scontato, siamo convinti che la ricerca di un’identità sia un viaggio continuo e vogliamo dare un contributo di senso in un momento di grande confusione. Siamo Cast Edutainment.

Edutainment” perché siamo convinti che l’apprendimento generi consapevolezza e libertà e, udite udite, che possa anche essere divertente!

In comunicazione Edutainment significa esplorare con disinvoltura realtà e contesto di ogni azienda, leggerla nel profondo, in quello che si rivela l’assessment del valore intangibile, da mettere a disposizione per dialogare con il pubblico di riferimento. È da qui che si può partire per costruire efficaci strategie di corporate brand storytelling e identificare e valorizzare il capitale narrativo di ciascuna impresa.

In formazione Cast Edutainment è il catalizzatore di informazioni e modelli cognitivi di apprendimento, attraverso programmi di formazione FAD per tutti i settori professionali, a partire da quello sanitario. Ci immergiamo nella conoscenza e creiamo modelli di interpretazione facili da assimilare, che attraverso esempi pratici e simulazioni, portino il discente a prendere decisioni.

Nell’intrattenimento non smettiamo mai di progettare racconti capaci di coinvolgere e lasciare una traccia, sotto forma di video, podcast, eventi.

Tre ambiti di azione che trovano un denominatore comune nel desiderio di offrire un senso condiviso alla realtà. In questo articolo scopriamo come in cast Edutainment generiamo valore per le aziende in progetti di Emotional Branding.

Un partner strategico che affianca le aziende che vogliono cambiare il mondo

Ora, prendiamo un’azienda. In Italia abbiamo un tessuto di imprese – spesso familiari – che hanno stratificato nel tempo momenti di storia da raccontare, condividere. Se cerchiamo di capire che cos’è il corporate storytelling, certamente quello appena descritto è solo un pezzo di un processo più articolato.

Perché, allo stesso tempo, le aziende si sono evolute, hanno cambiato modelli, adattandoli all’evoluzione dei mercati, dimostrando capacità di adattamento e innovazione. E la stagione di emergenza che abbiamo trascorso non ha fatto che accelerare questo processo.

Non basta dunque raccontare la storia per estrarne il valore da condividere con il pubblico. Occorre fotografare (il termine è scelto non a caso, come a fissare in un istante uno stato di realtà) le relazioni interne, i rapporti tra i vari soggetti della filiera, comprendere cosa lega persone ad altre persone, per sprigionare quell’energia che, se ben raccontata, può fare la differenza nel percorso che guida la scelta del consumatore.

Ecco, questa è la nostra definizione di brand storytelling.

Le aziende, nella stragrande maggioranza dei casi, si comportano come persone. Gran parte delle loro decisioni sono guidate dalle emozioni, da quella che chiamiamo “pancia”: ciò che non sappiamo descrivere razionalmente e che ci porta a dire “mi fido”, a creare un’alleanza, a stringere un patto di lealtà.

Categorie primitive, nate per sorreggere l’uomo con l’uomo, quando la lotta per la sopravvivenza era il minimo comune denominatore che ci permetteva di stringerci la sera attorno al fuoco.

Le emozioni agiscono a livello limbico del nostro cervello, la parte più primitiva. Non configgono con la parte razionale, ma ne influenzano le scelte. Proviamo a costruire un rapporto con i nostri prodotti servizi:

i nostri mercati sono saturi, qualità e valori sono aspetti che diamo per scontati. Da un prodotto-servizio, pretendiamo, da clienti e consumatori, che siano di valore, funzionali, efficaci, realizzati secondo valori di etica e sostenibilità. Non vale la pena meravigliarsi.

Allora come prendere le nostre decisioni? È qui che ci vengono in aiuto le nostre emozioni. Il senso di complicità che sentiamo di avere con altre persone, le idee che condividiamo sul mondo e la vicinanza degli obiettivi che guidano il nostro agire. No, il denaro non c’entra. C’entra il senso di che spazio vogliamo ritagliarci in questa società.

Se fossimo dei marketer lo chiameremmo emotional branding. Per noi è un modo di conoscere il mondo, di interpretarlo, di viverlo con gioia e di comunicarlo efficacemente. È edutainment.

Prima della comunicazione, aiutiamo a definire chi siamo.

Per definire l’identità di impresa non basta fare due chiacchiere con il fondatore o l’amministratore delegato, ma occorre effettuare un lavoro profondo, basato sull’incontro di più persone, siano esse interne all’organizzazione che esterne, fornitori o clienti. A volte occorre sciogliere eventuali conflitti cognitivi, dialogare raccogliendo documenti e testimonianze. È un lavoro che coinvolge specialisti della narrazione, analisti dei processi, esperti delle relazioni. Si tratta di figure neutre, che restituiscono inalterati fotogrammi dei processi interni, dell’organizzazione e in definitiva del valore immateriale di un’impresa. Un riflesso delle emozioni che funziona grazie al dono dell’empatia, un’altra categoria primitiva che gioca sulla capacità di identificarci nell’altro. Di vederci nell’altro.

Un lavoro delicato. Spesso succede che l’immagine riflessa che ci viene restituita non sia affatto gradevole. Altre volte ci sorprendiamo di come ci siamo rispecchiati, trovando aspetti di noi stessi, della nostra azienda, che non immaginavamo neanche esistessero.

Questo Ethos d’impresa rappresenta un punto di partenza imprescindibile dell’identità d’impresa. Gli specialisti di Cast Edutainment lo fissano in un report dettagliato, nel quale si evidenziano i veri KPI della comunicazione aziendale, sintesi del valore intrinseco, trasferibile e potenziale, immediatamente attivabili nei piani strategici della comunicazione e del management operativo.

Si tratta di un percorso di conoscenza che risveglia un senso di appartenenza, rivelando un senso anche sul piano del coinvolgimento interno dei collaboratori e delle figure apicali. Valorizzando le ragioni dello stare insieme, focalizzando su obiettivi ancora da raggiungere, identificandone di nuovi in un percorso di confronto creativo di punti di vista.

Umiltà, analisi, testa alta (vogliamo guardare lontano)

Il team di Cast Edutainment opera in un lasso di tempo che può andare dalle due a otto settimane. Nel quale raccogliere numerose interviste, materiale audiovisivo e fotografico, che viene quindi catalogato e reso disponibile per costruire i tasselli della cultura d’impresa. Si riuniscono autori, storyteller, videomaker, fotografi, illustratori, esperti di processi aziendali. Ciascuno, attraverso il proprio filtro, genera visioni che vengono poi raccolte in un file.

Dicono che le imprese parlino di sé alla vigilia di un grande momento celebrativo. Ciò è vero e nello stesso momento in cui il biografo chiude l’ultimo capitolo, quel lavoro inizia a invecchiare inesorabilmente. Non sono solo i fatti che generano la storia. Sono soprattutto i moventi che guidano le persone. Il purpose” di cui tanto si parla nel marketing strategico e che non è altro che quel desiderio di volere incidere nella realtà che non può essere misurato in termini di budget o di obiettivi strettamente aziendali. Il “purpose che a noi piace prendere in considerazione è quell’insieme di emozioni che genera darsi un limite, per poi superarlo.

Lavoriamo costantemente con umiltà, forti di un metodo che genera risultati concreti, attenti a manutenere quel patrimonio immateriale che tiene in piedi grandi progetti: l’emozione e la passione. Possiamo chiamarlo “Emotional Branding”, difficile da categorizzare, da mettere in un foglio excel. Eppure, una volta catturato, capace di farci svoltare. Umiltà, analisi e testa alta: il solo modo per guardare lontano insieme ai nostri clienti.