Lo Storytelling tra finzione e realtà

Lo Storytelling tra finzione e realtà
Giugno 4, 2014 cast4

Querceto È davvero diventato di moda utilizzare il termine storytelling: un nuovo inglesismo da introdurre nel nostro dizionario. Lo fanno proprio le grandi agenzie di comunicazione, le associazioni degli industriali e persino il primo ministro Matteo Renzi che lo propone come propulsore di una “misura economica” da inserire nelle priorità dell’agenda della politica italiana.

Non possono esserne che felici quelli che, come noi, hanno messo da tempo al centro del proprio lavoro il valore della narrazione come capacità di tessere trame intrattenitive sulla realtà, di far emergere l’identità attraverso una faticosa raccolta di documenti, rigorosa verifica dei dati e delle informazioni, approfondimento (perché non puoi trattare in modalità intrattenitiva  un argomento se non lo conosci bene), di valorizzare il contesto di riferimento senza unicamente rafforzare un bisogno come avviene per la pubblicità orientata quasi esclusivamente al prodotto.

Senza nessuna operazione cosmetica, di facciata, possiamo usare l’essenza di questo termine e con metodo migliorare la capacità di promuovere le Eccellenze del nostro Paese contagiando positivamente mezzi e destinatari: un’operazione figlia di un cambiamento culturale necessario che informi persone, territorio, e l’idea di un sé diverso.