Jodorowsky e Moebius: un’amicizia “magica”

Jodorowsky e Moebius: un’amicizia “magica”
Febbraio 16, 2015 cast4

Alejandro Jodorowsky e Jean Giraud si sono incontrati nel 1975 quando Jodorowsky, alle prese con la realizzazione del suo film Dune, era alla ricerca di un disegnatore veloce e visionario come Jean Giraud. Quando si è coinvolti nella produzione di un film il confronto creativo è quotidiano e, aggiunto alla convivenza forzata per ragioni produttive, non è raro che nascano amicizie destinate a durare nel tempo. Anche tra Alejandro e Jean accade, nonostante le perplessità iniziali di Jean davanti alle stranezze del cileno…

“Ho conosciuto Alejandro a metà degli anni settanta. Lavoravamo al film Dune. Erano due mesi che ogni giorno mi sorprendeva con il suo modo totalmente surreale di formulare – non solo la creazione di un’opera- ma anche qualsiasi a pensiero o azione…Come trascorrere lunghe ore con quella persona affascinante senza punteggiare le miei riflessioni con boccate di fumo azzurro? Impossibile qualsiasi tipo di trasgressione: Alejandro, adducendo crisi mortali di asma, aveva fatto della sigaretta un tabù e io, per fumare, dovevo isolarmi, come uno scolaro colpevole, in cortile. Un giorno, parlando allegramente del più e del meno con alcuni compagni dell’equipe di produzione, mentre prendevamo il fresco seduti fuori da un bar, ho interpellato Alejandro in tono un po’ canzonatorio, pensando forse di metterlo in difficoltà – o senza pensare-, così tanto per parlare:
“Alejandro, tu che hai avuto a che fare con tanti maghi, e che ti fai passare come tale – a quei tempi avevo un’idea confusa della magia, ero assolutamente scettico – non potresti aiutarmi con un incantesimo o un sortilegio a smettere di fumare?”
Cosa mi aspettavo? Una risposta-piroetta che facesse ridere e consegnasse la mia domanda alla brume dell’oblio…Invece, con mio grande stupore, Alejandro non si sottrasse alla richiesta e mi rispose di sì: sì, conosceva una magia potente, infallibile, che, se avessi voluto, mi avrebbe praticato in quello stesso momento. Ma prima dovevo essere sicuro che il mio proposito di smettere di fumare fosse reale, perché la posta in gioco da pagare era alta e avrei dovuto abituarmi all’idea che, non appena la magia avesse cominciato a operare, io non avrei più fumato una sola sigaretta per il resto dei miei giorni. Attorno ai tavoli si era fatto silenzio, l’attenzione era concentrata su ciò che avevo chiesto. Alejandro mi guardava con un’ilarità delicata e amichevole. Io pensavo al fumo amico, compagno impalpabile, sempre disponibile, discreto, efficace e tranquillizzante, pensai al crepitio allegro dell’accendino, allo strascico del fiammifero…Ero disposto ad abbandonare questi piaceri apparentemente indispensabili? Però, allo stesso tempo, pensavo anche al grigio della cenere che invade tutto, alle difficoltà di respirazione, alla tosse secca e dolorosa della mattina…Mi decisi a compiere il passo. Inoltre ero curioso. Non solo avrei visto Alejandro proporre un atto magico, ma ne sarei stato addirittura l’oggetto…C’era anche un’altra cosa che mi incitava a lanciarmi: i compagni presenti aspettavano la mia decisione. Potevo forse deluderli privandoli della possibilità di vedere la magia in azione?!
“D’accordo, sono pronto.”
“Adesso?”
“Adesso”
“Va bene. Dammi il tuo pacchetto di sigarette”
Tirai fuori il pacchetto di Gauloises, di cui avevo fumato un terzo. Avrebbe fatto un sortilegio, trasformandolo in una zucca? Dopo aver pronunciato strane formule, Alejandro disse, con tono molto serio:
“La mia magia è potente ma molto semplice. Per smettere di fumare, è sufficiente prendere la decisione, e tu l’hai già presa. Il problema è accordarsi con la decisione, e qui interviene la magia. Chi ha una penna?”
Gli porsi la mia e mi misi a contemplare, affascinato, i gesti sicuri con i quali il mio amico toglieva l’involucro di cellophane. Prese la penna…chissà con quale segno cabalistico, con quale potente abracadabra avrebbe trasformato il mio pacchetto di sigarette iniziato.
“Molto semplice: su un lato scrivo la parolina: No e sull’altro la frasetta: Io posso”
Alejandro rimise il pacchetto nell’involucro di plastica e me lo restituì come se fosse una bomba preparata per l’esplosione, il Santo Graal avvolto nel Vello d’oro. Mi disse di conservare il pacchetto per sei settimane, fino a quando, libero da qualsiasi desiderio di fumare, l’avrei regalato a un altro che ne aveva bisogno (che deve essersi chiesto cosa significassero quel No e Io Posso…). Da allora non ho più sentito il minimo desiderio di accendere una sigaretta.”

Da  “Psicomagia” di Alejandro Jodorowsky.