Edutainment e gamification: due parole difficili che semplificano l’apprendimento

Edutainment e gamification: due parole difficili che semplificano l’apprendimento
Settembre 18, 2020 cast4

Perché si parla tanto di gamification

In tutti gli ambiti della comunicazione d’impresa – non solo nella formazione quindi – si parla sempre di più di gamification ed edutainment. Superato il primo imbarazzo di piazzarvi due neologismi anglosassoni di cui uno per di più composto, vediamo di scoprire perché sono importanti nella comunicazione aziendale a tutti i livelli. Che cos’è la gamification? Si tratta di una modalità che utilizza strumenti propri del gioco per coinvolgere il pubblico a interessarsi di certi contenuti, facendo leva su meccanismi di competizione sia con altri che con se stessi. Per ottenere questo risultato i percorsi di conoscenza devono essere correlati all’ottenimento di un premio, di punteggi, così che al termine del percorso si possa comprendere il proprio livello, compararlo con il precedente  o con quello di altri partecipanti.

La classica frase “facciamo un gioco?” è alla base del coinvolgimento: improvvisamente, si innesta un virtuoso meccanismo di eccitazione e rivalità. Si compongono squadre, si scelgono i partecipanti per le loro qualità e le loro competenze, si ambisce a vincere il gioco. L’oggetto della sfida raccoglie tutte le nostre energie fisiche e mentali, l’obiettivo si sposta: non è più la conoscenza di contenuti e nozioni in sé e per sé, ma la conquista del premio messo in palio. Un premio, ci teniamo a precisarlo, che non necessariamente è concreto: d’altronde i bambini giocano sempre per obiettivi e non hanno premi fisici da scambiarsi… E questo senza sminuire il loro coinvolgimento ed entusiasmo. La gamification in azienda diventa molto efficace quando i processi di apprendimento proposti ai collaboratori appaiono a prima vista scorrelati rispetto alla missione d’impresa. Ad esempio nei percorsi di formazione che riguardano la compliance aziendale, la sicurezza, o aspetti di normativa dal sapore burocratico.

L’attribuzione di un senso è un obiettivo primario dell’azienda, che deve essere capace di sensibilizzare adeguatamente sull’importanza dell’apprendimento proposto. E a questo punto entra in gioco l’edutainment, ovvero il trattamento che diamo ai linguaggi attraverso i quali veicoliamo i contenuti. Edutainment cos’è? Educazione nell’intrattenimento non è altro che la risposta al mutare dei nostri modelli cognitivi, influenzati negli ultimi anni dall’evoluzione tecnologica. Parliamo con i nostri device, ne siamo condizionati, nel senso che interagiamo in funzione di come essi sono programmati, spesso gestiamo la nostra vita su uno schermo da cinque pollici al quale affidiamo di tutto: dalla lista della spesa alle nostre relazioni sentimentali. Va da sé che la semplificazione dell’interazione (si badi bene, non dei contenuti) diventa un aspetto determinante dell’efficacia della nostra comunicazione corporate.

Due fattori essenziali nel nostro DNA: competizione e astrazione

In quanto esseri umani siamo naturalmente competitivi. È un carattere impresso nel nostro DNA, alla base della lotta per la sopravvivenza. Riuscire a modulare questo carattere nelle relazioni sociali è un fattore chiave per il successo, mantenendo la nostra carica aggressiva nell’alveo della convivenza civile. Esprimersi attraverso obiettivi è quindi un linguaggio che ci è proprio, soprattutto in relazione al contesto, agli altri contendenti, ai premi che vogliamo aggiudicarci.

Abbiamo da tempo riposto l’ascia di guerra (qualcuno probabilmente non sarebbe affatto d’accordo), ecco che la nostra capacità di generare scenari fantastici, attraverso i quali esprimere questo insopprimibile carattere naturale, ci viene in aiuto.

È la nostra capacità di astrazione nel trasferire la spinta competitiva che abbiamo dentro in un piano virtuale che ci permette di ingaggiarci davanti a un programma di formazione o a un contenuto che reputiamo interessante. Chi si occupa di gamification nel training utilizza questi strumenti perché sono particolarmente efficaci nel trasferire contenuti e competenze, con facilità e disinvoltura.

Proprio così: lo studio attraverso i libri sta sempre più diventando meno efficace, almeno per quegli studenti e professionisti che sono cresciuti a fianco della tecnologia. I processi cognitivi che ci caratterizzano ci portano a creare connessioni sul piano visuale, a costruire schemi dinamici che connettono concetti diversi, a trovare nessi causali tra nozioni che determinano la comprensione di un fenomeno. In pratica ci spingono a giocare con i mattoncini della conoscenza.

Perché ci perdiamo nella lettura di un lungo saggio che sviscera ogni aspetto di un determinato argomento? Per quale motivo ci prende lo sconforto ogni volta che ci avviciniamo a una relazione approfondita al lavoro? Il nostro cervello si abitua agli stimoli che gli offriamo, uno stato di realtà che è strettamente legato al nostro rapporto con smartphone, tablet e computer. Per questo i libri esercitano un fascino astratto (non vogliamo offendere il grande pubblico deigli appassionati dei libri dei quali facciamo parte) per i più e poco interesse pratico per la grande massa.

I modelli attraverso i quali ci facciamo coinvolgere viaggiano sull’onda delle immagini, delle interazioni, degli obiettivi che ci poniamo. Liveriamo filtrati come in un videogioco, nel quale, per andare avanti, dobbiamo superare costantemente livelli sempre più difficili, imparando nel contempo tecniche e astuzie che ci aiutano ad arrivare fino in fondo. L’edutainment e la gamification sono quindi inscindibili in un processo di conoscenza, di informazione, di formazione. Scopriamo allora perché l’edutainment è uno strumento imprescindibile anche nella comunicazione aziendale.

La sfida di Cast Edutainment

In Cast Edutainment applichiamo con cura da anni un metodo che è basato su un profondo percorso di studio preliminare: ci immergiamo nei contenuti, li cataloghiamo e successivamente li facciamo oggetto di trasformazione secondo i paradigmi dei linguaggi più ingaggianti, veicolandoli in un contesto giocoso e coinvolgente, ancor di più oggi, nel settore della formazione, che rappresenta il nuovo fronte del business della società, accanto a quelli della comunicazione d’impresa, dell’entertainment e dell’editoria.

Per strutturare questo metodo abbiamo approntato un team di analisi e di ordinamento composto da autori (come vedete la parola scritta è sempre alla base del nostro percorso di sintesi dei contenuti) provenienti da scuole letterarie e dai medium radiotelevisivi. Abituati cioè a scrivere per il video e l’audio.

La loro capacità di raccolta, elaborazione, sintesi, si manifesta in vere e proprie sceneggiature che vengono poi prodotte dal team di produzione.

Quest’ultimo è composto da videomaker, art director, editor, sound designer, illustratori, pronti a dare vita, in oggetti multimediali, ai contenuti dei nostri percorsi.

Nascono in questo modo i nostri premiati podcast, i nostri corsi di formazione FAD ECM, la nostra produzione editoriale scientifica e soprattutto i nostri contenuti per le aziende, che sempre di più necessitano di contributi di senso profondamente connessi alla realtà del loro business, alla necessità di condividere i valori che le ispirano e la loro sensibilità sui temi di sostenibilità ed etica del lavoro. Insomma, quello che noi chiamiamo valore immateriale di un’impresa, del suo brand, dei suoi prodotti.

Il pubblico ha smesso da tempo di essere considerato un “target” e la sua consapevolezza ha stimolato un percorso di crescita e coinvolgimento.

Anche nella comunicazione dunque, Cast Edutainment, con il suo metodo unico basato sulla valorizzazione dell’identità aziendale, offre la creazione di contenuti solidi, intimamente connessi con la realtà d’impresa, che si dipanano attraverso l’edutainment e la gamification.

Una base documentale ordinata, quindi di senso, utile a creare piani editoriali social, alimentare contenuti per blog, offrire spunti di progetti strategici di comunicazione.

Un laboratorio permanente di idee e strumenti per avvolgerci in una nuvola di emozioni, che sono l’ingrediente primario attraverso il quale trasferiamo i contenuti, in ambienti da esplorare e interagire.