125 anni senza Vincent…

125 anni senza Vincent…
Febbraio 11, 2015 cast4

Parla quattro lingue, conosce a memoria la Bibbia e i libri dei suoi contemporanei Zola, Dickens, Hugo.
Curioso, riflessivo, mosso da un desiderio insopprimibile che lo porta sempre un passo più in là, nel tentativo di afferrare l’essenza della vita, Vincent Van Gogh passa le domeniche ai musei, legge compulsivamente.
Imparate a memoria, trascritte nelle lettere al fratello Theo, le parole degli altri risuonano in quelle di Vincent e poi nelle sue tele.
Il tempo per lui non è mai abbastanza, come se la corsa della vita avesse un capolinea imminente; una percezione che non ti abbandona alla mostra “L’uomo e la terra” a Palazzo Reale, una visita che diventa ancora più affascinante se prima si fa un salto all’esposizione “Van Gogh: la passione per i libri” in Biblioteca Sormani per scoprire il rapporto tra Vincent e i suoi autori preferiti. Si torna a casa con la convinzione che Van Gogh fosse alla ricerca dell’essenza, quella della semplice vita agreste della Provenza e dell’Olanda, dell’incontro attraverso la lettura con altri pensatori e, in fin dei conti, quella di un’amicizia sincera con altre vite anche loro in cerca di risposte.

Didascalia immagine: Vincent aveva letto diversi libri sulla teoria del colore, e su come i colori si possono combinare. Sulla sua scrivania c’era una scatola come questa dove Vincent teneva fili di diversi colori annodati tra loro per studiare come combinarli sulla tela per ottenere particolari effetti cromatici. Vincent Van Gogh aveva letto diversi libri sulla teoria del colore.
Sulla sua scrivania c’era una scatola come questa, i fili di diversi colori e annodati tra loro gli ispiravano particolari accostamenti cromatici da replicare poi sulla tela.